di Mario Tosetti
Trump chiarisce: «Non incluse nell’intesa» le operazioni in Libano. L’Iran minaccia il ritiro dal cessate il fuoco mentre cresce la tensione
La tregua tra Stati Uniti e Iran è già in bilico. A meno di 24 ore dall’annuncio del cessate il fuoco, il presidente Donald Trump ha chiarito un

punto cruciale: gli attacchi israeliani in Libano «non erano inclusi nell’intesa».
Una precisazione che rischia di compromettere l’equilibrio dell’accordo, nato con l’obiettivo di ridurre le tensioni ma già minato da divergenze tra gli attori coinvolti.
Tregua fragile: l’Iran valuta il ritiro
Secondo fonti iraniane, Teheran starebbe considerando l’ipotesi di uscire dal cessate il fuoco. La possibilità è legata alla prosecuzione dei raid israeliani in Libano, ritenuti una violazione indiretta dell’intesa.
L’accordo, raggiunto con la mediazione del Pakistan, nasce infatti con un limite evidente: Israele non si ritiene vincolato dalle condizioni stabilite tra Washington e Teheran.
Raid israeliani e rischio effetto domino
Il governo guidato da Benjamin Netanyahu ha continuato le operazioni militari in Libano, sostenendo che il cessate il fuoco non si applichi a quel fronte.
Questa posizione ha innescato un’escalation diplomatica e militare, con l’Iran che denuncia violazioni e minaccia una risposta. Il rischio è quello di un effetto a catena capace di far crollare rapidamente l’accordo.
Le minacce di Teheran e il nodo dello Stretto di Hormuz
Le autorità iraniane hanno alzato il livello dello scontro, annunciando possibili ritorsioni contro Israele e mettendo in guardia anche sul fronte marittimo. Lo Stretto di Hormuz torna al centro della crisi, con Teheran che minaccia restrizioni al traffico navale.
Secondo fonti di sicurezza, qualsiasi violazione del cessate il fuoco potrebbe portare a una risposta su larga scala, con conseguenze dirette sui commerci globali e sull’approvvigionamento energetico.
Washington tra diplomazia e ambiguità
Le dichiarazioni di Trump, secondo cui le operazioni in Libano sono «scaramucce separate», evidenziano una linea americana che distingue tra diversi teatri del conflitto.
Questa impostazione, tuttavia, viene vista con sospetto da Teheran, dove cresce la convinzione che gli Stati Uniti non abbiano il pieno controllo sulle azioni israeliane o abbiano concesso margini di autonomia.
Nuovi negoziati in arrivo: Vance guiderà la delegazione
Nonostante le tensioni, il dialogo prosegue. Il vicepresidente JD Vance guiderà la delegazione americana nei prossimi colloqui con l’Iran, previsti in Pakistan.
L’obiettivo è consolidare la tregua e prevenire una nuova escalation. Tuttavia, la situazione resta estremamente fragile: le prossime ore saranno decisive per capire se prevarrà la diplomazia o se il conflitto tornerà a intensificarsi.
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