Il Fondo Monetario Internazionale avverte: «Rischio recessione globale» se la guerra si intensifica. Tagliate le stime per Italia, Europa e mercati
La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran potrebbe spingere l’economia mondiale verso una fase critica. A lanciare l’allarme è il Fondo
PIERRE-OLIVIER GOURINCHAS DIRETTORE DIPARTIMENTO DI RICERCA FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE IMF-FMI
Monetario Internazionale, che nel suo aggiornamento del World Economic Outlook parla chiaramente di rischio recessione.
Secondo il capo economista Pierre-Olivier Gourinchas, anche nello scenario più favorevole la crisi energetica generata dal conflitto avrebbe effetti paragonabili a quelli del 1974.
Crescita globale rivista al ribasso
Le nuove stime indicano un rallentamento dell’economia globale. La crescita prevista per il 2026 scende al 3,1%, due decimali in meno rispetto alle previsioni precedenti, mentre per il 2027 si attesta al 3,2%.
Si tratta però dello scenario più ottimistico, basato sull’ipotesi che il conflitto resti limitato. In caso contrario, gli effetti potrebbero essere molto più gravi.
Gli scenari peggiori: petrolio, inflazione e crisi energetica
Il Fondo Monetario Internazionale ha delineato anche scenari alternativi. In caso di conflitto prolungato, con il prezzo del petrolio intorno ai 100 dollari al barile, la crescita globale potrebbe scendere al 2,5%.
Nello scenario più negativo, caratterizzato da un’escalation più ampia, si prospetta «la più grande crisi energetica dei tempi moderni», con inflazione fino al 6% e crescita ridotta al 2%. In questo contesto, l’economia globale si avvicinerebbe concretamente a una fase recessiva.
Europa rallenta: Italia tra i Paesi più colpiti
Gli effetti della crisi si riflettono anche sull’Europa. Nell’Eurozona la crescita per il 2026 è prevista all’1,1%, con un lieve recupero all’1,2% nel 2027.
L’Italia registra una delle revisioni più significative, con una crescita stimata allo 0,5% sia nel 2026 sia nel 2027. Anche la Germania e la Francia mostrano ritmi contenuti, mentre il Regno Unito subisce un taglio più marcato delle previsioni.
Fa eccezione la Spagna, che mantiene una crescita più sostenuta rispetto agli altri Paesi europei.
Conti pubblici: l’Fmi invita a non allentare la disciplina
Sul fronte delle politiche economiche, il Fondo invita i governi europei a non deviare dal percorso di riduzione del deficit. Gourinchas ha sottolineato che «è molto importante mantenere il passo» nel consolidamento fiscale.
Questo significa che, nonostante la crisi, non viene ritenuto opportuno sospendere o allentare le regole del Patto di stabilità, come richiesto da alcune forze politiche.
Un equilibrio fragile per l’economia mondiale
Le nuove previsioni del Fondo Monetario Internazionale delineano un quadro di forte incertezza. L’evoluzione del conflitto in Medio Oriente sarà determinante per capire se l’economia globale riuscirà a evitare una recessione.
Tra tensioni geopolitiche, prezzi energetici e instabilità finanziaria, il sistema economico internazionale si trova di fronte a una fase delicata, in cui ogni sviluppo può cambiare rapidamente lo scenario.